LINEAL 

SILVIA HELL

Lineal è sinteticamente misura dei lavori presenti in mostra. Nella mia ricerca lo specchio e lo schermo vengono trattati come superficie. In superficie, come materiale, come strumento. Consapevole del fatto che le due voci hanno per loro natura e con la loro specifica funzione, accumulato quegli attributi delle cose che da essi o su di essi si sono riflesse. La superficie è quel quadro astratto che senza s/oggetto è campo aperto a tali sostituzioni. Come superficie lo specchio e lo schermo hanno lo stesso potenziale, sono lo stesso. Sono il referente astratto con il quale misurare l’espressione e l’inquadratura da fare. Fra domanda e risposta. Se dal confronto e dallo scambio ritorna una risposta soddisfacente, che arricchisce o conferma la domanda, allora la superficie funziona. Compie la sua funzione, quella di riflettere ciò che è proiettato. L’uso, l’oggettivazione particolare che viene a prodursi dipende dal contesto. Parafrasando Giulio Paolini, l’arte è un gioco (preso sul serio) le cui regole sono indefinibili perchè istituite nel momento stesso in cui si gioca, ed è l’opera a suggerirle. Primo. “Statica dinamica”, l’intervento sulle vetrate di Placentia Arte, definisce il limite superficiale che distingue un luogo da un lato all’altro. Il materiale è utilizzato come pura struttura: la superficie adesiva forata, da un lato nera e dall’altro bianca. Essendo due vetrate, ogni prospetto del lato del luogo presenta i lati opposti della materia riflettendo in modo differente la luce. Il secondo è impatto nello spazio. Due quadri di origine digitale, “Mendelim fronte” e “Mendelim retro”, sono appesi in opposizione. Il primo è l’origine del secondo, l’immagine frontale; mentre “Mendelim retro” ne è il riflesso allo specchio. La superficie specchiante contribuisce alla differenza dell’uno rispetto all’altro. Terzo, come impatto nel tempo, il video “Lus”. La luce colpisce aggregati di materia (polvere) in uno spazio nero. Lo stesso inverso. Nel tempo l’inversione dello stesso flusso video da nero a bianco è accelerato: l’intervallo che determina il ritmo dei blocchi di inversione diminuisce al passare del tempo. La durata di ogni blocco è determinata dalla durata totale della ripresa. Questa è stata arbitrariamente suddivisa per metà definendo ogni blocco e così via; tendendo all’infinito verso zero. Ed è grazie al materiale originale che la trasformazione arbitraria ha avuto luogo. Tutto ciò è riproposto in maniera circolare. Una sorta di infinite regression (Charles S. Pierce), nella quale i segni vengono rimandati sempre ad altri segni fino all’infinito, e, fino all’infinito, viene rimandata la possibilità di individuare un referente materiale. Quarto. Da questa trasformazione nasce “k (valori degli stadi) loop”. Gli ulteriori segni (per es. numeri) che si sono prodotti sono stati rielaborati attraverso forme simboliche che ne rappresentano il processo. Flettendosi infine, il quadro riprende il concetto di movimento nel tempo rendendo lo spazio curvo. 

Silvia Hell vive e lavora tra Milano e Bolzano.

PLACENTIA ARTE -
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