MAN AT WORK a cura di Marinella Paderni

LUCA RESTA

Spiazzare l’evidenza delle cose, creare dei cortocircuiti di senso tra apparire e essere, tra realtà e memoria, dando vita nuova a oggetti ormai invisibili all’attenzione umana, sono le pratiche concettuali e linguistiche messe in atto con ironia da Luca Resta. Per realizzare i suoi oggetti “quotidiani” il giovane artista s’ispira agli oggetti industriali prodotti in serie che popolano le nostre esistenze (ad esempio, un paio di bacchette cinesi, uno scatolone merci, ecc) e che sono parte integrante dei riti collettivi, come mangiare, lavorare, giocare, viaggiare. Gli oggetti realizzati da Resta sono identici all’originale, eccetto che per il materiale di cui sono fatti - il marmo, materia nobile la cui preziosità è occultata dalla simulazione dell’oggetto. Solo toccandoli si percepisce la freddezza e la specificità della pietra. Nel suo lavoro, quindi, tatto e vista registrano due diversi gradienti comunicando immagini che non collidono con la nostra memoria delle cose; solo il re-incanto di questi oggetti, che della nostra esperienza di essi, ci può far percepire la loro totalità. Placentia ospita la prima personale di Luca Resta con un progetto inedito e site specific dal titolo Man at work, composto da una trentina di palette e rastrelli da bambino, realizzati in marmo bianco di Carrara e disposti a terra nella galleria.Icone dell’infanzia, questi oggetti rimandano a un “fare” che si traduce fin da bambini nello scavare, nel costruire e nel distruggere architetture di sabbia, pratica che reitera simbolicamente l’azione adulta di progettare e costruirsi il proprio mondo. Anche il titolo Man at work, suggerito all’artista dai cartelli luminosi delle autostrade, si riferisce a questa attitudine che da impulso al gioco si trasforma in un fare mondo.Le palette e i rastrelli bianchi, che sembrano in tutto e per tutto di plastica, creano con il pavimento grigio della galleria un’immagine in bianco e nero della scena in cui tempo e azione appaiono congelati in uno spazio sospeso, immobile e in una labilità psicologica tra realtà, ricordo e immaginario infantile.   

Luca Resta vive e lavora a Seriate (BG) 

PLACENTIA ARTE -
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