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Federica Mutti

MOSTRA MACROCEFALA

Di fronte alla macrocefalia del proprio operato, ci si spaventa.
Come si è giunti ad un simile strabordare?
Ci si soffermi sul costo della testa che ci è toccata in sorte.
Come ce la potremo permettere?

PLACENTIA ARTE presenta la mostra personale di Federica Mutti, che prosegue la propria analisi sul rapporto tra costruzione teorica e formalizzazione iconica.
MOSTRA MACROCEFALA è l’apologia di un’indagine fortemente cerebrale, del fare arte praticamente ma secondo vie speculative. È una mostra che si auto-denuncia in quanto eccessivamente obbediente al capo, che si auto- analizza: Nove poesie macrocefale extra fondenti, una raccolta di analisi teoriche in versi, traccia l’architettura dell’intero percorso, custodendone i capisaldi, gli snodi più complessi e profondi, attraverso una forma che si auspica extra fondente – “incredibilmente facile a sciogliersi in bocca”, come si legge sul retro della copertina. 

Mostra Macrocefala segue la sperimentazione da parte dell’artista di una “mostra teorica” – quasi totalmente aniconica – concretizzatasi nella recente personale Sull’opera temperata (Ars arte+libri, Bergamo, 2016), della quale eredita alcuni elementi fondanti: Mano d’artista con il relativo dito-pettine e I corpi degli artisti temperati ci salutano caramente si innestano nell’apparato del progetto inedito, tracciandone alcune linee guida. Se da un lato si afferma la possibilità di una ricerca cerebrale, dall’altro la mostra nella sua formalizzazione diviene un dispositivo nel quale, di fronte ai tentativi del capo di prevalere, il corpo poi avanza sempre. Pur assumendo la consolidata diatriba tra mente e viscere nell’ambito della creazione come bacino teorico d’appartenenza, tutte le speculazioni di partenza, le analisi in versi e le costruzioni teoriche si traducono così in forme iconiche. Ne deriva un accumulo di riflessioni visive sulle modalità di scambio tra pubblico e privato, tra pensiero e immagine, tra chi esibisce e chi fruisce. Sono rapporti che si riconfigurano in continuazione, modulandosi di volta in volta secondo le implicazioni variabili di testa e corpo. 

L’inginocchiatoio-pulpito è il novello palcoscenico: rimanda ad orazioni intime che diventano confessioni plateali, e viceversa. Sono le forme dello spettacolo contemporaneo, o di spettacoli assimilati di cui si hanno ineluttabili reminiscenze. Ci si misura con le manie di onnipotenza che derivano dalla produzione e dalla riproduzione. Lo scontro si estende, si contrappongono la riconoscibilità della forma e la comprensibilità dell’immagine. Mostra Macrocefala adotta forme che insinuano il dubbio: si può dire d’aver compreso o ci si sente appagati dall’aver riconosciuto appena? Iconografie riconoscibili conducono a sentimenti di familiarità verso immagini mai incontrate prima. Una minuscola scultura di testa chiude la Mostra MacrocefalaCapetto incorpora le fondamenta dell’intera mostra: una “solo testa” di reminiscenza classica si erge su una zolletta di zucchero. Si arroga il diritto di eludere le viscere. Ma poi si avvale della riproduzione che è documentazione, certificazione e/o celebrazione di presenza. E si fa immagine, e si fanno immagini. Il corpo poi avanza sempre. 

 

opening // 22 ottobre h. 18 – 21
22 ottobre - 26 novembre - 2016 // dal mercoledì al sabato 16.00 – 19.00
+ su appuntamento

//eng

Federica Mutti 

MOSTRA MACROCEFALA

 Facing the macrocephaly of our behaviour, we feel frightened. 
How did we get to a such overflowing?
Let's linger on the price of the head that came our way. 
How we could afford that? 

PLACENTIA ARTE is delighted to present MOSTRA MACROCEFALA, a solo exhibition by Federica Mutti, in which she continues her investigation between theoretical construction and iconic formalisation. Mostra Macrocefala is an apologia of a strongly cerebral investigation, about making art practically but on the basis of a speculative way. It's a show that self-condemns itself as for too much obedience to the chief, who self-analyses itself: Nove poesie macrocefale extrafondenti, a collection of in-verse theoretical analysis, delineates the structure of the whole pathway, cherishing its cornerstones and its deepest intersections, the most difficult ones, throughout a form that it is wished for to be bittersweet - "amazingly easy to melt in the mouth", as said on the back cover.

Mostra Macrocefala follows the artist's experimentation of a "theoretical exhibition" - almost entirely un-iconic - that took shape in her latest solo Sull'opera temperata (Ars arte+libri, Bergamo, 2016), from which it inherits some fundamental parts: Mano d'artista con il relativo dito-pettine and I corpi degli artisti temperati ci salutano caramente integrate themselves in the setup of the original project, marking some guidelines. If on one hand it is stated the possibility of a brainy research, on the other the exhibition, in its formalisation, will become a tool where the body goes ahead despite the prevailing attempts of the head. Even if it's assumed the strengthened diatribe among soul and body in the circle of The Creation as the theoretical bowl of belonging, every new speculation, verse analysis and theoretical construction translates itself in iconic forms. It results in a stack of visuals reflections on the way of trading between public and private, thought and image, the exhibitor and the consumer. They are relations which continue to re-portray themselves, shaping from time to time, according to the changeable associations of body and mind. 

L'inginocchiatoio-pulpito is the new, ultimate stage: it refers to intimate prayers that become well-known confessions, and vice versa. They are forms of contemporary scene, or absorbed shows of which we have ineluctable memories. We must face the obsessions of almightiness that derive from production and reproduction. The clash has been extended: identification of form is set up against comprehension of image. Mostra Macrocefala uses forms that suggest to doubt: we can understand it or we should just feel pleased by slightly identifying it? Recognisable iconographies lead to familiar feelings toward images we have never met before. A tiny head sculpture traces the end of Mostra MacrocefalaCapetto combines the grounds of the whole exhibition: a "head-solo" of classical reminiscence stands on a sugar cube. It takes the right of eluding depths. But then it takes advantage by reproduction which is documentation, certification and/or presence celebration. And it becomes image, and they become images. In the end the body always moves forward. 

 

opening // october, 22nd 6 – 9 pm
october, 22nd - november, 26th - 2016 // from wednesday to saturday 4.00 pm – 7.00 pm
+ by appointment

PLACENTIA ARTE - mano dartista con il relativo dito-pettine text + digital photo print on fiber paper cm. 32 x 57, 2016

mano d'artista con il relativo dito-pettine

text + digital photo print on fiber paper
cm. 32 x 57, 2016

PLACENTIA ARTE - mano dartista e innesti-fionda text + digital photo print on fiber paper cm. 32 x 57, 2016

mano d'artista e innesti-fionda
text + digital photo print on fiber paper
cm. 32 x 57, 2016

PLACENTIA ARTE - immagine macrocefala, decapitata[det.] digital photo printing on baritated paper cm. 20 x 15, 2016

immagine macrocefala, decapitata[det.]
digital photo printing on baritated paper
cm. 20 x 15, 2016

PLACENTIA ARTE - linginocchiatoio-pulpito installation, wood cm. 187 x 130 x 213, 2016

l'inginocchiatoio-pulpito
installation, wood
cm. 187 x 130 x 213, 2016

PLACENTIA ARTE - riproduzione. stampa di un inginocchiatoio-pulpito digital photo print on fiber paper cm. 30 x 20, 2016 

riproduzione. stampa di un inginocchiatoio-pulpito
digital photo print on fiber paper
cm. 30 x 20, 2016 

PLACENTIA ARTE - esperimento di riappacificazione forzata con la specie pencil + chalk drawing on paper / printed text cm. 60 x 80, 2016 

esperimento di riappacificazione forzata con la specie
pencil + chalk drawing on paper / printed text
cm. 60 x 80, 2016 

PLACENTIA ARTE - la madre di due figli è due madri installation - succulent plant + Ethiopian opal + LED lamp + wooden plinth cm. 120 x 21 x 21, 2016

la madre di due figli è due madri
installation - succulent plant + Ethiopian opal + LED lamp + wooden plinth
cm. 120 x 21 x 21, 2016

PLACENTIA ARTE - capetto [installation view] Installation - digital photo prints on fiber paper on aluminum [respectively, from left to right] cm. 21 x 36, cm. 45 x 32, cm. 73,5 x 52, cm. 14 x 9 + printed texts cm. 14 x 14 [each], 2016

capetto [installation view]
Installation - digital photo prints on fiber paper on aluminum
[respectively, from left to right] cm. 21 x 36, cm. 45 x 32, cm. 73,5 x 52, cm. 14 x 9 + printed texts cm. 14 x 14 [each], 2016

PLACENTIA ARTE - capetto installation -  plastic micro-sculpture + sugar cube cm. 5 x 1,2 x 1,6, 2016

capetto
installation -  plastic micro-sculpture + sugar cube
cm. 5 x 1,2 x 1,6, 2016

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